Skip to content Skip to footer

Rendiconto relativo all’erogazione delle somme 8xmille – Annualità 2025

attribuite dalla Conferenza Episcopale Italiana alla Diocesi di Ales-Terralba

 (ex art.47 della legge 222/1985)

RELAZIONE A SEGUITO DELL’AVVENUTA EROGAZIONE

Annualità 2025

  1. Iter di assegnazione ed erogazione

Il Vescovo di Ales-Terralba, S.E. Mons. Roberto Carboni, ha disposto il programma delle erogazioni relative alle somme attribuite alla Diocesi. Sulla base delle indicazioni del Vescovo, l’Ufficio Economato ha predisposto un prospetto delle assegnazioni che, in data 28/11/2025, è stato esaminato attentamente nella riunione congiunta del Collegio dei consultori, del Consiglio per gli affari economici, dell’incaricato diocesano per il “Sovvenire”, del presidente della Caritas diocesana. Nella stessa data è stato inviato alla CEI attraverso la piattaforma intranet dedicata.

Nei giorni seguenti si è proceduto alle erogazioni, in modo da venire incontro, nel più breve tempo possibile, alle esigenze di tutti coloro che avevano fatto richiesta. In data 03/12/2025 sono state erogate le somme relative al culto e pastorale, e in data 04/12/2025, quelle relative alle attività caritative.

  1. Criteri di ripartizione

2.1 Considerazioni generali

Anche per la nostra Diocesi i fondi 8xmille sono di fondamentale importanza, perché permettono di portare avanti la sua opera pastorale e caritativa sia come uffici diocesani, sia come presenza territoriale nelle 57 parrocchie che la compongono. 

Nell’esposizione dei criteri di ripartizione occorre fare una premessa.

Tutto il territorio diocesano è caratterizzato da una forte povertà economica e demografica, con una età media degli abitanti sempre più alta. 

Dal punto di vista demografico ed economico, la nostra Diocesi è divisa in due zone, grosso modo delimitate dalla principale arteria stradale della Sardegna, la Strada Statale 131, che collega Cagliari con Sassari. Tali aree sono il Medio Campidano, ad ovest, e la Marmilla, ad est del territorio diocesano. Sul Medio Campidano sono presenti i centri abitati relativamente più popolosi come Villacidro e Guspini (sopra i 10 mila abitanti), ma anche San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Terralba. In Marmilla, invece, si trovano i centri abitati più piccoli, la cui popolazione spesso si riduce a poche centinaia (o decine) di abitanti. 

Se è vero che le parrocchie vivono grazie alle offerte dei fedeli, è chiaro, quindi, che la povertà demografica si riflette sulla gestione economica. Mentre le parrocchie dei centri più grossi del Medio Campidano riescono, seppur a fatica, ad affrontare le ingenti spese di gestione, le comunità dei centri più piccoli della Marmilla (e anche qualcuna del Campidano) hanno grandi difficoltà a reperire le risorse finanziarie per le spese più basilari (utenze di acqua, luce, manutenzione ordinaria dei locali). Per questo motivo, in fase di assegnazione, sarebbe contro ogni criterio di giustizia non tenere conto delle loro esigenze. Apparentemente, potrebbe sembrare una “erogazione a pioggia” (fortemente sconsigliata in tutti i documenti riguardanti l’8xmille), ma di fatto, un piccolo contributo di mille euro o poco più, dato a tutte le micro-comunità della Marmilla, può fare la differenza in termini di sopravvivenza economica delle stesse.

La nostra Diocesi di Ales-Terralba per l’annualità 2025 ha ricevuto la somma di € 489.901,57 per la finalità di culto e pastorale, e la somma di € 466.152,57 per le attività caritative.

Il Comitato diocesano per l’assegnazione dei fondi 8xmille, anche quest’anno ha tenuto conto degli orientamenti della Chiesa italiana, delle considerazioni sul territorio diocesano (spiegate qui sopra) e delle richieste dei singoli parroci. Sono stati finanziati progetti pastorali che necessitavano di importanti risorse, ma sono state garantite anche le risorse per la “sopravvivenza economica” delle piccole comunità parrocchiali. 

2.2 Attività di culto e pastorale

La prima grande suddivisione riguarda gli enti beneficiari: diocesi, parrocchie, altri enti. La Diocesi è beneficiaria di una fetta molto importante, ossia il 63,05% del contributo CEI. Ciò significa che la sopravvivenza economica della stessa Chiesa locale dipende dai fondi 8xmille. Le parrocchie sono beneficiarie del 20,21% e gli altri enti del 16,74% del contributo totale CEI. Tra questi ultimi risultano: la Fondazione diocesana “Santa Mariaquas”, proprietaria del periodico “Il Nuovo Cammino”; l’Istituto di formazione teologica; l’Azione Cattolica; il Centro culturale di alta formazione.

La seconda grande suddivisione riguarda l’utilizzo dei fondi. La cifra più importante, pari al 60,50%, riguarda i progetti degli uffici diocesani di pastorale, la gestione della curia e la pastorale parrocchiale. Rientrano in questa voce tutte le spese vive di gestione della diocesi (manutenzioni, utenze, stipendi) e tutta l’attività pastorale degli uffici diocesani e delle parrocchie. Seguono: la formazione teologico-pastorale per il 12,66% (spese per il Seminario regionale, la Facoltà teologica e l’Istituto di formazione teologica per laici); i mezzi di comunicazione sociale per l’11,23% (il periodico “Il Nuovo Cammino”); la catechesi, l’educazione e la cultura religiosa per il 9,39% (oratori, associazioni e aggregazioni laicali, l’Archivio-Biblioteca-Museo diocesano, il Centro culturale di alta formazione e il progetto Policoro); la manutenzione di chiese e centri pastorali per il 6,22%.

2.3 Attività caritative

Per quanto riguarda gli interventi caritativi, il 43,47% dei fondi ricevuti sono stati utilizzati dalla Diocesi. Tra questi spicca l’opera della Caritas diocesana per il 25,74%, segue la carità del vescovo per il 10,22% e dei contributi a sostegno del clero anziano e delle missioni per il 7,51%. La Caritas diocesana, grazie al contributo, ha potuto sostenere l’area di promozione umana, le opere-segno, l’intervento nelle estreme povertà e la formazione degli operatori Caritas nel territorio diocesano.

All’attività caritativa delle parrocchie, invece, è stato assegnato ed erogato il 29,28% del contributo ricevuto dalla CEI. Tale attività si esplica nella distribuzione di aiuti a persone e famiglie bisognose in termini di generi alimentari, pasti caldi, pagamento di affitti e bollette.

Talvolta le parrocchie si avvalgono di enti creati ad hoc (ad esempio associazioni) per la gestione dell’attività caritativa. Tra questi enti risultano: i Centri di ascolto “Buon Samaritano” di Terralba e “Mons. Spettu” di Guspini, il Centro di solidarietà “Papa Francesco” di Villacidro e la Mensa interparrocchiale dei poveri di San Gavino Monreale. A tali enti è stato erogato il 14,37% del contributo CEI. Tali enti, strettamente legati alle parrocchie che li hanno creati, si occupano dell’intero iter di sostegno alle povertà, un itinerario che parte dall’ascolto e si fa concreto sostegno nelle condizioni di estrema povertà (distribuzione di generi di prima necessità e di pasti caldi), supporto nell’inserimento lavorativo, guida ai servizi pubblici per il riconoscimento dei diritti spettanti in termini di welfare, somministrazione di farmaci di fascia C, di presidi sanitari e di prodotti di prima infanzia.

Tra gli enti accreditati e strettamente legati alla Diocesi di Ales-Terralba, è da segnalare l’opera del Centro di Ascolto “Madonna del Rosario” che, attraverso le sue comunità, si occupa di persone con problemi di dipendenze patologiche, malati psichiatrici, donne vittime di abusi, malati e anziani non autosufficienti. A tale ente è stato assegnato il 12,87% del contributo CEI.

  1. Considerazioni conclusive

L’8xmille è realmente ossigeno puro per le piccole Chiese diocesane e anche per la nostra Diocesi di Ales-Terralba. Lo slogan della campagna pubblicitaria CEI, che in queste ultime settimane gira sui mezzi di comunicazione sociale, recita: “8xmille alla Chiesa Cattolica. È più di quanto credi!”. E in effetti dietro i numeri e le percentuali sopra esposti, ci sta tutta l’opera non solo dei sacerdoti che, grazie all’8xmille, ricevono un adeguato sostentamento, ma anche quella preziosissima e impagabile delle decine e centinaia di volontari che, con generosità, si prestano per portare avanti l’attività pastorale e caritativa delle nostre piccole comunità parrocchiali e degli organismi e uffici diocesani. Dietro un piccolo contributo concesso per riparare un oratorio o per acquistare delle attrezzature per una mensa dei poveri, dietro il sostegno di poche centinaia di euro concesse ad una comunità di 200 anime per pagare l’acqua e la luce, ci sono persone che prestano il loro contributo gratuito per tenere in ordine la chiesa, o per educare nella catechesi o nell’oratorio i pochi bambini presenti. È chiaro che il servizio volontario e totalmente gratuito dei nostri operatori pastorali e Caritas non è quantificabile in termini di rendicontazione annuale delle somme 8xmille, ma sarebbe ingiusto da parte dell’opinione pubblica non tenerne conto. I nostri volontari laici sono, infatti, la nostra ricchezza più grande.

L’economo diocesano

sac. Giovanni Ignazio Cuccu

Leave a comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

[yikes-mailchimp form="1"]