Saluto il sindaco di Sardara, le Autorità Civili e Militari, che ci onorano con la loro presenza, i carissimi ammalati, che partecipano alla Eucaristia e sono qui per venerare la madre del Signore, i presbiteri della Diocesi di Ales-Terralba, e tutti voi, fratelli e sorelle. Non posso non salutare e ricordare le Confraternite qui presenti, che rendono la celebrazione ancora più solenne.
Ancora una volta siamo dinanzi alla Madre del Signore, che veneriamo con il titolo di Santa Mariaquas. Il compito di Maria, la sua vocazione è sempre quella di portarci a Gesù, di presentare a Lui le fatiche, i dolori, le preoccupazioni dei suoi figli e delle sue figlie.
Ma quale preghiera sale stasera dal nostro cuore verso il Signore e che noi deponiamo nelle mani della Madonna, di Santa Mariaquas, perché sia Lei a presentarla a Suo Figlio e intercedere per noi?
Una delle preoccupazioni che interroga ogni nostra comunità cristiana e che riguarda solo il vescovo o i preti, è come la comunità stessa può e deve farsi generatrice di vocazioni.
È il tema della Lettera alla Comunità (che è stata consegnata a conclusione della celebrazione), che vi invito a leggere e commentare nelle vostre comunità, nel dialogo con i vostri sacerdoti. Il cuore della riflessione della Lettera è che ogni comunità cristiana è responsabile del sorgere delle vocazioni, che fanno Chiesa: iniziando alle vocazioni, alla famiglia, al matrimonio cristiano, alla vita consacrata, al diaconato permanente, al sacerdozio ministeriale, alle varie forme di vocazioni laicali, che sono tante e importanti per le nostre comunità
La nostra assemblea di stasera è composta da tanti cristiani che vengono da comunità dove già il parroco si occupa anche di altre comunità; si potrebbe dire che è “diviso” tra due o tre comunità. Nel passato il parroco rimaneva quasi tutta la vita in una parrocchia, anche 30 anni. Come sapete vi sono stati alcuni trasferimenti in diocesi; invito le comunità interessate ai trasferimenti ad accogliere anche i nuovi percorsi e i nuovi parroci, che proporranno alla comunità il Vangelo di sempre, ma anche nuovi modi di annuncio. Invito tutti alla collaborazione Oggi la situazione della nostra chiesa diocesana è cambiata, le vocazioni al sacerdozio ministeriale sono poche, così come le altre vocazioni. Siamo chiamati a ripensare il nostro modo di annunciare il Vangelo alle giovani generazioni, di servire la chiesa, di fare comunità, di vivere la carità. Lo abbiamo detto altre volte: è tempo che ciascuna vocazione senta la responsabilità di far crescere la comunità e la Chiesa, senza delegare a altri…

Ti preghiamo Santa Mariaquas, suscita in ciascuno di noi il desiderio di testimoniare il vangelo con la vita e con la parola, e favorire il sorgere delle vocazioni per far crescere i molti carismi nella Chiesa.
Oggi deponiamo nelle Mani di Santa Mariaquas anche altre preoccupazioni, quelle che angosciano tante famiglie a causa della mancanza di lavoro qui nel nostro territorio e l’insicurezza per un lavoro che c’era ma poi scompare o non ha prospettive. Abbiamo vissuto in questi mesi il dramma delle famiglie che non hanno più lavoro: penso ai problemi della fonderia di San Gavino, ma non dimentichiamo l’ormai annoso problema della Keller di Villacidro, insieme a tante altre situazioni difficili. Aspettiamo che le promesse fatte dalla politica si trasformino in progetti e decisioni concrete.
Desidero toccare un tema a cui ho accennato anche in altre circostanze. Fra poco riprenderanno le scuole. La scuola è fondamentale per il suo servizio di formazione della persona. Purtroppo, nel nostro territorio assistiamo a un abbandono scolastico impressionante, segno di tanti altri problemi presenti. La Caritas della Diocesi sta affrontando questi problemi, aiutando i ragazzi, sostenendo le famiglie. Ma è necessaria un’azione con le forze e le autorità politiche di questo territorio.
Portiamo queste preoccupazioni qui alla Celebrazione Eucaristica e le mettiamo nelle mani di Santa Mariaquas. I problemi e le preoccupazioni devono diventare preghiera insieme allo sforzo intelligente e concreto per trovare una vita di soluzione. Infatti la preghiera non è una soluzione magica ma è piuttosto un chiedere al Signore la forza di impegnarsi, di riflettere, di spendere energie e intelligenza nel trovare soluzioni e anche nel denunciare le difficoltà, le inadempienze. Insieme alla Grazia che ci viene dal Signore per mano di Maria si potranno trovare nuovi percorsi.
Concludo chiamandovi tutti, cristiani e cristiane, a rendervi disponibili nelle comunità parrocchiali per camminare insieme per offrire il proprio contributo perché la comunità cresca. Tutti dobbiamo sentirci responsabili e coinvolti nel far crescere le vocazioni all’interno della comunità, delle famiglie, dei gruppi e associazioni.
Affido alla Madre del Signore, a Santa Mariaquas, ciascuno di voi, le vostre famiglie, gli ammalati, tutta la comunità diocesana, la comunità cristiana di Ales-Terralba. Amen
+ Roberto, vescovo

