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Chiamati a essere comunicatori di speranza

Ales, Giubileo diocesano del mondo della Comunicazione

“Dobbiamo promuovere una comunicazione disarmata e disarmante”

Ad Ales sabato 12 maggio si è svolto il Giubileo diocesano del mondo della Comunicazione dal tema “Comunicatori di speranza” .
Al Cineteatro San Luigi l’incontro con i giornalisti, i collaboratori del Nuovo Cammino e persone curiose di capire come si può diventare comunicatori di speranza.

Dopo un momento di convivialità, i saluti don Marco Statzu a nome della Fondazione Santa Mariaquas, editrice del giornale diocesano: ” La Fondazione Santa Mariaquas ringrazia la direttrice e tutti i collaboratori de Il Nuovo Cammino, per l’impegno e la passione con cui portano avanti la preziosa opera di comunicare la vita della diocesi e del territorio, con uno sguardo alla Chiesa universale e a tutto il mondo. Un servizio svolto con competenza e dedizione che sono necessarie nel nostro mondo per raggiungere più persone possibile”

La direttrice del quindicinale Il Nuovo Cammino e dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali diocesano, Stefania Pusceddu, ha dialogato con Roberto Comparetti, speaker radiofonico di Radio Kalaritana e responsabile dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Sarda, per ricostruire per tappe salienti la storia di un giornalista che cerca di portare luce attraverso il racconto di storie che danno speranza, ma anche per ricordare le suggestioni e le nuove sfide per i giornalisti raccolte al Giubileo del mondo della Comunicazione a Roma, al quale entrambi hanno partecipato, che ha richiamato nella capitale comunicatori arrivati da oltre 139 Nazioni.

Un momento toccante quello dedicato a “Testimoni di speranza”, la nuova campagna di comunicazione diocesana che attraverso i video, le interviste e le storie vuole approfondire temi ed esperienze vissute nella nostra diocesi. Quest’anno è stato scelto il tema delle vocazioni introdotto dal direttore della Pastorale Giovanile e Vocazionale, don Emmanuele Deidda, che ha raccontato gli obiettivi del progetto e presentato la storia di Chiara e Matteo, una famiglia che ha aperto le porte di casa per parlare con semplicità e con il cuore della quotidianità, della vita di coppia, della fede e di acrobazie quotidiane, tra sorrisi, fatiche e soprattutto amore.

Qui sotto puoi vedere il video proiettato

Tra attimi di gioia e commozione si è conclusa la prima parte della serata seguita dalla Santa Messa solenne in Cattedrale, presieduta da don Marco Statzu, vicario episcopale per la formazione del clero, i problemi sociali e la testimonianza della carità. Hanno animato la messa il Coro polifonico diocesano “Mons. Paolo Gilbertini”, diretto da Luigi Cau e il Gruppo vocale Santa Barbara, diretto da Marco Sotgiu.
Con la preghiera si è conclusa una bella serata in famiglia, tra persone care che hanno potuto ascoltare esperienze di vita, testimonianze di fede e di speranza. Nasce così il desiderio di comunicare la speranza “disarmando la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio”- come ci chiede Papa Leone XIV- “per ricercare una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce”

foto Cristina Uras

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