Skip to content Skip to footer

Omelia del Vescovo Roberto per Santa Mariaquas 2025

OMELIA PER SANTA MARIAQUAS 

SARDARA TERME – 22 SETTEMBRE 2025

Fratelli e Sorelle,

Le mani della Madre di Gesù, che qui veneriamo con il titolo di Santa Mariaquas ancora una volta si aprono per accogliere le nostre preghiere, le richieste di grazie, le invocazioni e le sofferenze, insieme alle gioie che pure fanno parte della nostra vita. Le tristi notizie che quotidianamente inondano i mezzi di comunicazione e che continuano a parlare di violenza, di guerra, coinvolgendo intere popolazioni e con una crudeltà inaudita verso i piccoli e gli indifesi, non ci devono lasciare indifferenti. Ecco perché la nostra preghiera chiede con forza al Signore e a Maria di restare umani, capaci di farci scuotere dal dolore degli altri.  Il Signore ci spinge a fare la nostra parte, ad alzare la voce e lasciarci toccare dal dolore di tanti fratelli e sorelle.

A Santa Mariaquas affidiamo questa sera anche le sofferenza che hanno ferito e feriscono la nostra isola. Dagli incendi, spesso dolosi, alle tante morti per incidenti stradali e sul lavoro; alla fatica di trovare accoglienza e cura negli ospedali, al punto che molti rinunciano a curarsi.  Neppure sono da dimenticare quelle morti violente che ancora insanguinano le nostre comunità. Sembrava questo un retaggio ormai del passato, i resti di un codice di onore e di vendetta che vuole risolvere le situazioni con il fucile.  Siamo consapevoli che c’è bisogno di formazione, di educazione al rispetto, alla risoluzione dei conflitti in altri modi che non siano la violenza.

A Santa Mariaquas però affidiamo oltre che le sofferenze che ci segnano anche il nostro desiderio di camminare e guardare avanti, di coltivare la speranza anche nel contesto oscuro che ci circonda. A livello ecclesiale ci stiamo avvicinando a un avvenimento importante che condividiamo con la Diocesi di Oristano con la quale abbiamo ha iniziato da qualche anno un cammino comune: si tratta dell’inizio della visita pastorale. La diocesi di Ales- Terralba ha avuto già modo di vivere, qualche anno fa la visita pastorale e già conosce questo cammino. Le nostre due diocesi sono unite quest’anno dal tema che viene proposto: l’incontro tra Gesù e Zaccheo. È un annuncio valido per tutte le comunità ed è invito a ciascuno per aprire il proprio cuore e la propria mente all’incontro con il Signore Gesù.

Al centro della visita pastorale vi è la persona di Gesù. l’incontro di Gesù con Zaccheo e le parole che gli dice: “scendi dall’albero, che oggi devo fermarmi a casa tua”. Sappiamo che questo incontro fa maturare nel cuore di Zaccheo un cambio importante, una conversione profonda; lui che era ai margini, che era considerato un peccatore pubblico, un uomo arricchitosi sulla pelle degli altri, apre il suo cuore alla generosità. Quello che a noi interessa è soprattutto questo incontro tra Zaccheo e Gesù. Zaccheo rappresenta tutti noi, che desideriamo incontrare il Signore, farlo entrare nella nostra casa, cioè nella nostra vita, lasciarci cambiare da lui. Alla fine di questa Eucaristia vi verrà consegnata la Lettera alla Comunità che vuole aiutare alla riflessione sulla figura di Zaccheo e l’invito di Gesù ad aprire il nostro cuore.

Dunque, deponiamo nelle mani di Santa Mariaquas, questa intenzione speciale che accomuna la diocesi di Ales-Terralba con la diocesi di Oristano, affinché la visita pastorale sia fruttuosa, possa davvero aiutarci tutti a crescere nella comunione, nella fraternità e indicarci anche nuovi percorsi insieme.

Durante quest’anno abbiamo avuto anche la gioia dell’ordinazione diaconale del Diacono Andrea Scanu. Di questo noi ringraziamo Dio e questo giovane che si è affidato al Signore, donandogli la propria vita. Prendo spunto da questo fatto, per rilanciare ancora una volta la proposta vocazionale, cioè, stimolare i parroci e i laici, specialmente i catechisti e gli educatori, perché altri giovani possano essere aiutati a sentire l’invito a servire il Signore nella chiesa, attraverso la vocazione al presbiterato, alla vita consacrata, al matrimonio cristiano.

 Perché portiamo qui all’altare e nelle mani di Santa Mariaquas queste situazioni sociali ed ecclesiali?  La Chiesa per ispirazione del Signore sa che non può disinteressarsi dell’umanità, specialmente di quella sofferente ma anche delle gioie che fanno parte della vita degli uomini. Essa è chiamata a parlare dell’umanità e con l’umanità. Perché crescere in umanità ci aiuta anche a crescere nella dimensione spirituale.

Il compito della Madre del Signore è quello di farsi vicina a noi. C’è un’antica preghiera, che certamente tutti voi conoscete, anche nel suo titolo latino: sub tuum presidium, che significa “Sotto la tua protezione” o Santa madre di Dio. Noi ci rifugiamo, confidiamo in te.  Siamo qui per chiedere a lei che ci aiuti, che ci dia la forza per affrontare le situazioni di difficoltà. Certo, il Signore ci ha dato l’intelligenza, ci ha dato l’iniziativa, ci ha dato la volontà e dunque non risolve magicamente i nostri problemi, ma attraverso la preghiera e la fiducia in Dio siamo stimolati a mettere tutte le risorse della nostra umanità al servizio, delle persone, specialmente delle situazioni difficili. Vogliamo dunque concludere questa riflessione con una invocazione a Santa Mariaquas: Madre del Signore, ascolta la voce di tutti i tuoi figli, raccogli nelle tue mani le fatiche, i dolori e le sofferenze e portale dinanzi al tuo Figlio Gesù, perché Lui infonda coraggio, generosità, collaborazione, così che come comunità possiamo affrontarle insieme. Amen   

+ Roberto Carboni arcivescovo di Oristano

 vescovo di Ales-Terralba

Foto by Cristina Uras

Leave a comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

[yikes-mailchimp form="1"]