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La diocesi si prepara alla festa per la patrona Santa Mariaquas

Torna a Sardara, dal 19 al 23 settembre 2025, l’attesa Festa di Santa Mariaquas, patrona della diocesi di Ales-Terralba, che ogni anno unisce spiritualità, cultura e spettacolo in un evento capace di coinvolgere l’intera comunità e migliaia di visitatori. L’edizione 2025, organizzata dal Comitato 1975 di Santa Mariaquas propone un ricco calendario di festeggiamenti religiosi e civili, con uno sguardo alla tradizione e uno alla contemporaneità.

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Il programma religioso


I riti si aprono il 17 settembre, con il triduo di preparazione nella parrocchia della Beata Vergine Assunta (ore 18:00). Sabato 20, dopo il Rosario e la Messa pomeridiana, si terrà la processione con il simulacro della Madonna verso il Santuario, accompagnata dal giogo dei buoi, dalle autorità civili e militari, dai Carabinieri a cavallo, dall’Esercito e dalla Polizia Penitenziaria a cavallo, dalle launeddas di Bruno Loi, dalla Banda e dai volontari UNITALSI. Domenica 21, nel Santuario Diocesano di Santa Mariaquas, le celebrazioni si susseguono per tutta la giornata, con Sante Messe alle 9:00, 10:30, 17:00 e 18:30, sempre precedute dal Rosario. Alle 9:00 è prevista anche una celebrazione nella parrocchia. Il momento più solenne sarà lunedì 22 settembre, con la concelebrazione presieduta da S.E. Mons. Roberto Carboni, Arcivescovo di Oristano e Vescovo di Ales-Terralba, alle ore 17:30 presso l’anfiteatro delle Terme. L’evento, in occasione del Giubileo Diocesano, sarà animato dai cori parrocchiali e musicisti, e vedrà la partecipazione dell’OFTAL e delle confraternite della diocesi. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Videolina. Martedì 23 settembre, alle ore 18:30, il rientro del simulacro in parrocchia avverrà con una suggestiva fiaccolata: il corteo sarà animato da cavalieri, gruppi folk, la Banda, le launeddas, volontari e fedeli. A chiudere la serata, la benedizione eucaristica e il saluto di Don Stefano Mallocci in Piazza Libertà.

Il programma civile


Anche quest’anno, il programma civile propone spettacoli di qualità, intrattenimento e musica per tutti i gusti, con eventi che si svolgeranno nel campo sportivo comunale di via Temo a Sardara. La giornata di apertura, venerdì 19 settembre, sarà dedicata alla riflessione sulla pace nel mondo, in vista della Giornata Internazionale della Pace del 21 settembre. Nel pomeriggio via ai giochi per bambini, seguiti alle 20:30 dallo spettacolo “Arte Fuochi” con Gionata Feur Frei e, alle 22:30, il concerto reggae e ska dei gruppi sardi “Buju Mannu” e “Balentia”. Sabato 20, alle 22:30, protagonista sarà Albertino, celebre DJ italiano, con uno dei suoi energici DJ set. Domenica 21 alle 22:30 saliranno sul palco i travolgenti “Roy Paci & Aretuska”, per una serata di grande musica dal vivo. Lunedì 22, alle 22:00, spazio alla musica dei “Floyd Experience”, tributo di altissimo livello ai Pink Floyd. Infine, martedì 23 alle 20:30, il gran finale con lo spettacolo pirotecnico “S’Arroda”, che illuminerà il cielo di Sardara dal campo sportivo di via Campania. La Festa di Santa Mariaquas è più di una semplice ricorrenza religiosa: è un evento che racconta l’anima di un territorio, tra fede, cultura popolare e accoglienza. Un appuntamento da non perdere per chi vuole vivere un’esperienza autentica.

Patrizia Massenti

Santa Mariaquas 2024
Santa Mariaquas: fede, tradizione e comunità nel cuore della Sardegna


Ogni anno, la festa di Santa Mariaquas richiama fedeli e visitatori non solo da Sardara, il paese che ha il privilegio di ospitare il Santuario di Santa Mariaquas, ma da tutto il territorio circostante. Non è un semplice appuntamento religioso, ma un profondo momento di fede, memoria e comunità.
Abbiamo raccolto alcune riflessioni del Parroco di Santa Mariaquas e della B.V. Assunta di Sardara, don Stefano Mallocci, per comprendere meglio perché questa festa sia così sentita e cosa rappresenti oggi, in un anno particolarmente significativo per la diocesi di Ales-Terralba.
Il legame tra i fedeli e la Madonna di Santa Mariaquas affonda le radici in una tradizione antichissima.
Invocata con l’antico titolo di “Madonna delle Grazie”, rappresenta per molti un punto di riferimento nei momenti di difficoltà. “Per tanti è una figura di protezione, conforto e intercessione”, spiega don Stefano. “Durante la pandemia, ad esempio, il nostro vescovo padre Roberto scrisse una preghiera speciale alla Madonna affinché ci proteggesse, rafforzando ulteriormente questo legame”.
La festa, che unisce celebrazioni liturgiche e momenti di condivisione, diventa così anche un’ occasione per rinsaldare il senso di appartenenza a una comunità che si ritrova nella fede e nella tradizione.
Il 2025 è l’anno del Giubileo, e la chiesa di Santa Mariaquas, insieme alla Cattedrale di Ales, è stata designata come Chiesa Giubilare della diocesi. Questo riconoscimento attribuisce al santuario un significato ancora più profondo: “Il Santuario di Santa Mariaquas è sempre stato luogo di pellegrinaggio, ma in quest’anno giubilare è vissuto con maggiore intensità, perché permette a tutti di ottenere l’indulgenza plenaria, cioè il perdono dei peccati e delle pene temporali,” spiega don Stefano.
Per molti fedeli, che non potranno recarsi a Roma, questa possibilità rappresenta una grande occasione di rinnovamento spirituale. Di conseguenza, la festa di settembre assumerà una solennità ancora più marcata, rafforzando il legame tra liturgia e vita quotidiana.
Da otto anni, l’organizzazione della festa di Santa Mariaquas è affidata al comitato dei cinquantenni, una tradizione che vede ogni anno un nuovo gruppo di coetanei prendere in carico l’organizzazione dell’evento. Quest’anno, tocca ai nati nel 1975.


“Ogni comitato ha portato novità, entusiasmo e partecipazione, contribuendo non solo alla riuscita della festa, ma anche alla coesione sociale della comunità,” racconta don Stefano. “Non si tratta solo di organizzare due feste, a maggio e settembre, ma di essere presenti e attivi tutto l’anno, anche in altre celebrazioni cittadine come quella di Sant’Antonio di Padova”.
Il comitato si è rivelato nel tempo un vero motore per la vita sociale di Sardara, un esempio concreto di servizio e amore per la propria terra, che si esprime attraverso l’impegno volontario e la voglia di tenere vive le tradizioni.
La festa di Santa Mariaquas non è solo, dunque, un evento religioso, ma una manifestazione profonda di identità collettiva. Tra fede, tradizione e partecipazione attiva, rappresenta il cuore pulsante di una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Federica Rosina

Foto di Cristina Uras

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