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Santuario Santa Mariaquas, Giubileo del Mondo Missionario

“Diventare missionario di speranza tra le genti”


Come annunciato, nella nostra Diocesi di Ales-Terralba il Giubileo del Mondo missionario si è svolto il 1° ottobre 2025 presso il Santuario Santa Mariaquas a Sardara. L’evento ha registrato una significativa partecipazione di fedeli provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi e di sei sacerdoti. La cerimonia è iniziata con l’accoglienza dei partecipanti ai quali è stato consegnato un Rosario con grani colorati che simboleggiano i cinque continenti, al fine di recitare il Rosario missionario per la pace nel mondo e la conversione di tutti gli uomini. I cinque colori distinti riflettono l’intenzione con cui si prega. La decina bianca del Rosario è dedicata alla vecchia EUROPA, affinché possa riconquistare la forza evangelizzatrice che ha dato origine a numerose Chiese; la decina gialla è per l’ASIA, ricca di vita e giovinezza; la decina verde è destinata all’AFRICA, segnata dalla sofferenza ma aperta all’annuncio; la decina rossa rappresenta l’AMERICA, fucina di nuove energie missionarie; infine, la decina azzurra riguarda il continente dell’OCEANIA e dell’Australia, che attende una più diffusa diffusione del Vangelo. Il Rosario è stato officiato dai membri dell’Ufficio Missionario e durante la preghiera i sacerdoti disponibili hanno amministrato il sacramento della confessione a coloro che ne avevano necessità.

Una preparazione spirituale, intesa come catechesi missionaria incentrata sul tema “Diventare missionari di speranza tra le genti”, ha preceduto la recita del Rosario. Il Direttore dell’Ufficio Missionario, che ha tenuto questa catechesi partendo dall’episodio del giovane ricco che declina l’invito a seguire Cristo (Matteo 19,16-22), ha richiamato l’attenzione dei presenti sull’importanza di diventare discepoli-missionari della speranza soprattutto nei confronti dei poveri, superando egoismo e indifferenza dinanzi alla sofferenza altrui. Egli ha sottolineato che la domanda del giovane ricco (“Maestro, cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?”) rappresenta una questione sia spirituale sia morale, poiché porta a riflettere su come si possa passare dalla vita terrena alla vita eterna attraverso le azioni compiute in questa esistenza. Si tratta dunque di una questione morale che riguarda la dinamica del bene-da-compiere e del male-da-evitare in vista della vita eterna. Nelle sue due risposte unite in un unico messaggio, Gesù ci fa comprendere che l’osservanza dei comandamenti costituisce il primo gradino di una scala che va più in alto. Ma non basta: Egli chiede qualcosa di più. L’osservanza dei comandamenti prepara infatti a raggiungere il dono totale di sé a favore del prossimo (cfr. Mt 25,30-46).


Il 1° ottobre, la liturgia della messa commemorava la memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni. La celebrazione eucaristica è stata animata dal coro di Pabillonis, al quale rivolgiamo sentiti ringraziamenti. Partendo dal brano di Luca 9,57-62, che parla delle condizioni per seguire Gesù, evidenziando come tale sequela richieda un distacco totale dal passato e dalle cose terrene, nonché un impegno radicale nel presente che privilegia il Regno di Dio rispetto a ogni legame familiare o umano, il celebrante, nella sua omelia, ha sottolineato che festeggiare il Giubileo del Mondo missionario implica una riflessione approfondita sulla natura autentica della Chiesa e sulla sua reale identità. Il Decreto “Ad Gentes”, al n. 2, afferma che «la Chiesa è per sua natura missionaria», ossia la missione rappresenta l’anima stessa della Chiesa e il fondamento del suo essere; essa costituisce la forza vitale da cui la Chiesa trae significato e identità. L’artefice della missione e del mandato missionario è Cristo (cfr. Mt 28,16-20: « Andate, dunque, e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…»). Pertanto, mediante il battesimo siamo tutti diventati discepoli-missionari e in molteplici modi annunciamo il Regno di Dio; incombe su ogni cristiano la responsabilità di annunciare e vivere il Vangelo, manifestando il disegno divino nel mondo e nella storia. Si ricorda inoltre che il Decreto Ad Gentes distingue due aspetti della missione ad intra ed ad extra. Pertanto, l’«andare» menzionato nel mandato missionario non si limita esclusivamente alla partenza verso terre straniere o all’estero. Ogni comunità in cui viviamo o ogni nostra realtà rappresenta un terreno di missione che richiama alla responsabilità personale; basta aprire il cuore per riconoscere ed aiutare i numerosi bisognosi che ci circondano.

Ciò non diminuisce in alcun modo la rilevanza della missione ad extra. Anzi, ancora una volta, a nome di Sua Eccellenza Monsignor Roberto Carboni esprimiamo profonda gratitudine a tutti i missionari della nostra diocesi impegnati nel mondo intero e a tutti i benefattori che sostengono a distanza bambini ai quali offrono speranza di vita e istruzione. Attualmente sono cinquanta i bambini in Bangladesh che hanno beneficiato di un contributo pari a 15.000 euro per l’anno 2024; circa dieci in Sierra Leone hanno ricevuto un sostegno complessivo di 4.000 euro nello stesso anno e tre in Congo hanno usufruito di un contributo pari a 900 euro (anno 2024). Stiamo predisponendo l’invio entro questo mese di ottobre di ulteriori aiuti destinati a questi bambini bisognosi, con l’obiettivo di concludere con l’anno 2025.
Per quanto riguarda la veglia in occasione della Giornata Missionaria Mondiale 2025, il tema prescelto è “Missionari di speranza tra le genti”. Nella nostra diocesi, tale veglia si svolgerà il 25 ottobre presso la chiesa di San Pio X a Guspini, subito dopo la celebrazione eucaristica. Esprimiamo il nostro sincero ringraziamento a Mons. Claudio Marras, parroco di San Pio X, per la sua cortese disponibilità.

Il direttore del Centro Missionario diocesano di Ales-Terralba
Don Fidèle Kotho

(foto Cristina Uras)

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